filosofia personale Terapia craniosacrale riconnessione ricerche e riflessioni news ed eventi

Ricerche e riflessioni

 

LIBERTA' E LAVORO
Da un po di tempo sto meditando sul significato del lavoro, della libertà, della realizzazione personale, del benessere, della salute e altre cose similari. 
Guarda caso, oggi, mi sono imbattuto in una frase di un "tipino" che potrebbe far riflettere molte persone sulla questione lavoro, pil, produttività. 
Con ciò non voglio dire che non bisogna lavorare, ma, forse, rivedere il rapporto che si ha con il lavoro potrebbe essere cosa saggia.
Luciano.


Ci sono due tipi di medicina, scriveva Platone.
Quella degli schiavi e quella degli uomini liberi.
Quella per gli schiavi (sintomatica)
deve rimuovere rapidamente il sintomo,
perché possano tornare al più presto al lavoro.
Quella per gli uomini liberi (eziopatogenetica)
deve capire il sintomo, il suo significato per la salute
complessiva del corpo, per l’equilibrio della persona e
per la sua famiglia.
La malattia è solo un disagio o un segnale vitale
dell’anima per una nuova vita?
 

COLPO DI FRUSTA E DISTURBI GASTRO-INTESTINALI. QUALE RELAZIONE?
Una domanda che mi viene posta frequentemente è se un colpo di frusta cervicale può, nel lungo o corto periodo, essere la causa di disordini gastro-intestinali. La risposta è sì.

Il colpo di frusta, evento che nella maggior parte dei casi si manifesta  per un’incidente automobilistico, crea un complesso atteggiamento distorsivo dell’intera colonna vertebrale. In verità il danno si estende ben oltre, coinvolgendo la biomeccanica del cranio, delle meningi, della mandibola, del sacro-coccige, della fascia nonché dei visceri. Per rendere la spiegazione semplice e comprensibile a tutti mi concentrerò solo sul complesso articolare cranio-spinale, con un linguaggio meno tecnico possibile. Il colpo di frusta crea in primis una compressione/distorsione del rapporto articolare tra C0 e C1, ovvero l’ingranaggio che permette il movimento dinamico/meccanico tra le articolazioni inferiori dell’osso occipitale (base cranica) e le articolazioni superiori dell’atlante (prima vertebra cervicale), con una negativa ricaduta sulla micro-motilità di varie suture/articolazioni craniche. L’evento traumatico può creare una disfunzione del forame giugulare, localizzato tra la sutura dell’osso occipitale e la rocca petrosa dell’osso temporale, creando un’interferenza sul messaggio elettrochimico diretto all’area gastro-intestinale mediante il nervo vago. Cosa si intende per disfunzione di un forame? E’ una riduzione d’ampiezza dinamica  (respiro) di un canale di passaggio a causa di una compressione suturale. Cos’è una compressione suturale? Una incapacità totale o parziale di allontanamento fisiologico di due superfici articolari craniche attigue. Il nervo vago, X nervo cranico, è un nervo misto che apporta l’informazione sensoriale e distribuisce l’innervazione motoria alle strutture viscerali (organi addominali) e somatiche (corpo). E’ il più lungo dei 12 nervi cranici, poiché si estende dal cranio fino alla parte inferiore del tronco. Il nervo vago, condizionato dalla “strozzatura” del forame giugulare è inevitabilmente disturbato nel compimento del proprio lavoro di comunicatore tra cervello e visceri. Lo scambio di informazioni sarà falsato, tale da creare un comportamento non fisiologico dei visceri innescando disturbi come gastrite, gonfiore addominale, senso di vomito, scariche diarroiche, stipsi ecc. Preciso che la disfunzione del forame giugulare da colpo di frusta non è l’unica causa dei disturbi descritti, ma la più frequente.
Utilizzare farmaci per ridurre i sintomi ha poco senso ed efficacia. Finchè ci sarà qualcosa che “stuzzicherà” (iperstimolo) il nervo vago lungo il suo tragitto poco potrà cambiare. L’azione più opportuna è ridurre meccanicamente almeno le compressioni di C0 C1 è della sutura occipito-temporale, in modo da ripristinare un fisiologico respiro (espansione e contrazione omogenea) del forame giugulare. Come? La Terapia Craniosacrale offre tecniche delicate e non invasive mirate alla risoluzione di tali disfunzioni, come la decompressione del 5° diaframma (C0 C1), la decompressione mediale delle ossa temporali e la tecnica in rotazione sempre delle temporali. Queste tecniche, prettamente biomeccaniche, non devono essere considerate fine a se stesse, ma  inquadrate in un’ottica di trattamento globale che tenga conto anche degli aspetti biodinamici (energetici) del sistema craniosacrale.

 

ERNIA E PROTRUSIONE DISCALE -  VINCILE CON IL CRANIOSACRALE 
La protrusione e l'ernia discale sono tra le disfunzioni che maggiormente affliggono la colonna vertebrale delle persone in età adulta. Dai non addetti ai lavori vengono comunemente descritte come "schiacciamenti del disco, delle vertebre o degli anelli della schiena".
Qual è la differenza sostanziale tra protrusione ed ernia?
Nel primo caso il danno del disco fibro-cartilagineo (l'ammortizzatore posto tra le vertebre) è parziale poichè l'anulus fibroso è lesionato nella sua porzione più interna, di conseguenza il nucleo polposo si infiltrerà attraverso le fibre lesionate spingendosi verso l'esterno, rimanendo contenuto all'interno del disco.
Nel secondo caso la rottura è totale perchè l'anulus è lesionato fino alla sua parte più esterna, consentendo al nucleo polposo di spingersi oltre la limitante anatomica del disco intervertebrale. A seconda del livello vertebrale interessato e della direzione di spinta del disco protruso o erniato, si presenteranno dolori cervico-dorso-lombari e/o irradiati agli arti superiori o inferiori.
Alcuni sintomi frequenti
Premessa l'analisi del tratto lombo-sacrale del rachide, lombocruralgia e lombosciatalgia (comunemente dette sciatica) sono le sintomatologie che più frequentemente si riscontrano nei pazienti affetti da problematiche discali. Il dolore, spesso associato a parestesia (alterazione della sensibilità che solitamente si presenta con formicolio, insensibilità, intorpidimento, bruciore) può partire dalla regione lombo-sacrale e arrivare fin giù alle dita dei piedi ma, a volte, ne interessa una singola porzione, come il gluteo, il polpaccio o il piede.
Cause e conseguenze di ernie e protrusioni
Omettendo volontariamente la valutazione globale del sistema craniosacrale per semplificare la comprensione, nei test funzionali dell'area pelvica (bacino) troveremo dei "blocchi" compressivo/distorsivi coinvolgenti il meccanismo lombo-sacrale e sacro-iliaco che mantengono "schiacciato" il disco intervertebrale. E' doveroso specificare che i danni discali non sono la radice del problema, ma la sua conseguenza. Esiste a monte un programma lesionale, manifesto con l'alterazione delle fisiologiche curve rachidee, che porta alla sovracompressione e, con il trascorrere del tempo, al danno discale. I microtraumi ripetuti a livello lombo-sacrale, l'utilizzo scorretto della schiena, le posture lavorative non idonee e l'eccessiva sedentarietà, favoriscono l'insorgenza delle protrusioni e delle ernie ma, a seconda della scuola di pensiero, mai o sporadicamente ne sono la causa primaria. 
Come può contribuire la terapia craniosacrale alla risoluzione o al migliorameto della sintomatologia in oggetto?
Approcciandosi al problema con un'ottica localizzata, le tecniche come la decompressione del disco L5-S1 mediante la trazione sull'osso sacro, lo sblocco delle articolazioni sacro-iliache, la bilanciatura del movimento delle vertebre lombari e il rilassamento delle tensioni del diaframma pelvico sono importanti e funzionali, ma è fondamentale che non vengano considerate fine a se stesse, inquadrandole in un'ottica di trattamento globale che tenga conto, soprattuttto, degli aspetti biodinamici (energetici) del sistema craniosacrale. Imperativo è ascoltare, entrare in contatto e sintonia con il flusso vitale, la respirazione primaria, l'hard-disk in cui sono custodite tutte le "informazioni" bio-fisiche sottendenti alla vita che, quando liberate e portate alla luce danno la possibilità di sfruttare al massimo le individuali potenzialità di auto-guarigione. Il tutto con l'ausilio delle sole mani, fungenti non da sistema soppressivo dei sintomi, ma da strumento per la facilitazione dello stato di salute e di benessere della persona.
Come spesso affermo "...Salute e benessere sono una conquista della persona che pone attenzione a se stessa, non solo al sintomo che esprime."

 

POLSINI TAKIONIC - TRATTAMENTO DELLA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE E DELLA TENDINITE DEL POLSO

Sempre più spesso i Prodotti Tachionici mi sorprendono. Tale affermazione è conseguenza di due eventi capitati per “caso” a febbraio e dicembre 2012.

Il primo riguarda una signora di circa 60 anni, affetta da sindrome del tunnel carpale che le provocava forte dolore al polso dx e notevole sensazione di intorpidimento e formicolio alla mano e alle dita, nonché dei fastidiosi scrosci al polso in movimento.
Il tunnel carpale è un canale localizzato sul polso, formato dalle ossa carpali sulle quali è teso il legamento trasverso del carpo, un nastro fibroso che costituisce il tetto del tunnel stesso, inserendosi da un lato sulle ossa scafoide e trapezio e dall'altro sul pisiforme ed uncinato (ossa del carpo della mano). In questo "tunnel" passano strutture nervose (nervo mediano), vascolari e tendinee (tendini muscoli flessori delle dita). Generalmente la sindr
ome conclamata si presenta con dolenzia, senso di pesantezza e gonfiore alla mano ed al polso e formicolii ed intorpidimento delle dita (parestesie).
La signora sopra citata da diversi anni lamentava tale problema, arrivando alla conclusione, in accordo con l'ortopedico, che era opportuno rivolgersi alla chirurgia per risolvere il tutto, visto che la sindrome era stata confermata anche dall'esame elettromiografico. Caso volle che la signora, accompagnando un parente presso il mio studio per l'esecuzione di una serie di terapie, desse una veloce occhiata a delle brochure della Takionic presenti nella saletta d'attesa, ed incuriosita da quanto letto sui possibili utilizzi dei
polsini Takionic mi chiese se potevo procuragliene uno, e glielo fornii subito. Dopo 6-7 giorni di utilizzo la signora mi riferì che, incredibilmente, il dolore, il senso di intorpidimento ed il formicolio erano diminuiti del 70%. Anche gli scrosci regredirono di intensità di circa il 60%. Ad oggi (12/1/2013) entrambi le percentuali sono ulteriormente migliorate, salendo a circa l'85%, oltre ogni più rosea aspettativa.

Un altro caso interessa una donna adulta, affetta da alcuni anni da una tendinite dei polsi coinvolgenti i tendini degli estensori delle dita. La visita presso il mio studio, la conoscenza e l'acquisto dei polsini Takionic si generò identicamente come nel caso precedente. Anche in questo caso, dopo neppure una settimana di utilizzo di due polsini Takionic, il dolore è completamente scomparso, con il totale recupero funzionale dei polsi e delle mani.

Non nascondo che dei recuperi così strabilianti mi hanno lasciato piacevolmente colpito, rafforzando ulteriormente la mia già consolidata fiducia nei Prodotti Takionic.

 


L'ENERGIA TACHIONICA IN ODONTOIATRIA (clicca qui per leggere l'articolo completo)
Dott. Pierluigi Russo.


ENERGIA TACHIONICA ED ALIMENTAZIONE
Valutazione sensoriale di bevande caricate con materiali Takionic
Da quando conosco i prodotti Tachionici ho letto tanto a loro riguardo. Uno degli effetti interessanti è che hanno la capacità di riordinare lo stato molecolare dell'acqua di cui, noi esseri umani, siamo composti per circa il 75%.

Tempo addietro sono venuto a conoscienza di un bellissimo studio riguardante un esperimento condotto dal Dr. Masaru Emoto, dimostrante che i cristalli che si formano durante il congelamento dell'acqua variano la loro forma sulla base del tipo di messaggio/informazione (sonoro, pensiero, vocale) a cui vengono esposti (clicca qui per vedere alcune foto dei cristalli).

Prendendo spunto dal lavoro del Dr. Emoto, pochi giorni fa, con la collaborazione di 3 persone, ho sperimentato se a livello sensoriale è possibile percepire, tangibilmente, l'effetto dell'esposizione di alcune bevande ai prodotti Takionic, materiali biorisonanti ad alta tecnologia capaci di trasmettere un messaggio/informazione energetico/a.
Premetto che da diversi anni ho notato l'evidente differenza di sapore sorseggiando bevande “caricate e “non caricate” dagli attivatori Tachionici; essendo però di parte e per evitare qualsiasi tipo di eventuale auto-suggestione, ho condiviso l'esperienza con altre persone.
I soggetti in questione, me compreso, hanno le seguenti caratteristiche:
-2 maschi e 2 femmine
-età compresa tra i 31 e i 45 anni
-buona salute fisica e mentale
-1 fortemente fiducioso nei prodotti tachionici, 2 discretamente fiduciosi ed 1 abbastanza scettico
Le bevande scelte per la valutazione sono vino rosso, birra bionda ed un digestivo alcolico alle erbe.
Per evitare la confusione sensoriale ogni bevanda è stata provata in piccole quantità ed in tempi differenti.
L'assaggio di ogni singola bevanda è avvenuto 6 volte, in modalità alternata, iniziando con l'alimento non caricato con i Takionic.
Gli alimenti sperimentati sono stati esposti agli attivatori Tachionici mediante l'utilizzo della Takionic Energy Card, per un minimo di un minuto e fino ad un massimo di 4-5 minuti.
Ognuno ha valutato le bevande alla bocca, ed ha esposto (io per ultimo) le proprie impressioni sensoriali.
Il risultato finale è stato unanime. Le bevande, dopo essere state caricate con la Takionic Energy Card sono inequivocabilmente e letteralmente così descritte: "è più leggero, è morbido e vellutato, è meno acido, scende in gola molto più facilmente, và giù molto meglio, da un'impressione di purezza e leggerezza, becca meno in bocca, è più gradevole". Un'altra sensazione, solo da me descritta, è un “qualcosa di simil-acido che evapora” dalla bevanda (notato soprattutto con il vino). E' come se sentissi la diffusione di sostanze che vino non sono. Penso, istintivamente, ai solfiti e ai fitofarmaci. Non escludo che posso essere influenzato dalle massicce campagne “NO chimica” in agricoltura, ma non posso neppure negarmi che tale sensazione è totalmente assente quando sorseggio il vino caricato dai Takionic.
Si è inoltre evidenziato che maggiore è l'esposizione temporale alla carica dei Takionic, più evidente è la differenza con la bevanda non caricata.

Alla prima occasione ripeterò la prova con altre persone, ma la differenza di gusto e sapore identificata in maniera così netta da tutti i partecipanti alla sperimantazione, lascia pochi dubbi sulla capacità dei Takionic di migliorare la qualità delle bevande e, con ogni probabilità, anche dei cibi. 

 


TERAPIA CRANIOSACRALE E MATERIALI TAKIONIC. INTEGRAZIONE NELLA SINDROME DELL'ATM
La sindrome dell' ATM (Articolazione Temporo-Mandibolare) si presenta, solitamente, con dolore, click, scrosci o crepitii durante la masticazione, ridotta capacità di aprire o chiudere la bocca, algie riflesse al viso, alla testa ed al collo, problemi all'orecchio come dolore, fischi e ronzii.
Tali sintomi possono avere cause diverse, alcune collegate con l'articolazione temporo-mandibolare ed altre no. E' fondamentale valutare sempre il corpo come totalità, per determinare se il problema all'ATM è primario o secondario. Alcune possibili cause, che in uno stesso paziente possono essere molteplici, sono le seguenti:
-Perdita di altezza verticale, ad esempio dei molari in conseguenza di un dente mancante;
-Malocclusione cronica dovuta da una non corretta intercuspidazione (denti superiori che non si “incastrano” correttamente con quelli inferirori);
-Traumatismi;
-Abitudini nervose come il bruxismo (digrignamento dei denti);
-Spasmi dei muscoli masticatori;
-Infiammazione della capsula articolare;
-Disfunzioni del palato duro (palato stretto);
-Problemi al disco interarticolare;
-Un'altra causa della sindrome dell'ATM, la più frequente, è la disfunzione del movimento delle ossa temporali del cranio.
Premetto che utilizzando il termine “movimento” si intende micro-movimento, più precisamente micro-mobilità/motilità (approfondimenti potete trovarli alla pagina craniosacrale).
Spesso il movimento di tali ossa craniche è asincrono ovvero, nello stesso istante, una ruota esternamente ed una internamente. Di conseguenza, quando il temporale è in restrizione, ad esempio, nella rotazione esterna, la fossa del temporale si sposta verso il basso dal lato dell'osso temporale in disfunzione. Se la mancanza di congruità articolare si protrae nel tempo, può stabilizzarsi una disfunzione dell'articolazione temporo-mandibolare. La disfunzione del temporale può essere primaria, creatasi per l'utilizzo del forcipe durante la nascita, oppure secondaria, compensativa di una disfunzione vicina (cervicale, occipitale) o distante (problemi all'osso sacro che trasmette la restrizione verso l'alto attraverso il manicotto durale).
Come intervenire in caso di sindrome dell'ATM? Innanzitutto, un cosciente terapista praticante il craniosacrale valuta la possibilità di avvalersi della collaborazione di un bravo ortodonzista, che attuerà tutte le valutazione di sua competenza.
La Terapia Craniosacrale risulta essere una delle metodologie di medicina manuale più vincenti per la risoluzione o il miglioramento di tale sindrome.
L'intervento craniosacrale consiste in un ascolto/normalizzazione o riequilibrio della funzione corporea nella sua globalità, grazie ad una serie di interventi manuali delicati e non invasivi. Ogni persona viene trattata sulla base di come “è” in quella determinata sessione terapeutica e non sulla base di un rigido protocollo di trattamento preimpostato. Affrontando la sindrome dell'ATM, a livello di tecnica è molto importante sbloccare l'articolazione occipito-atlantoidea, decomprimere le articolazioni temporomandibolari, riequilibrare il movimento delle ossa temporali, bilanciare le tensioni del tentorio del cervelletto ed altro. E' altrettanto importante, anzi, fondamentale, che queste tecniche, prettamente biomeccaniche, non vengano considerate fine a se stesse, ma inquadrate in un’ottica di trattamento globale che tenga conto degli aspetti biodinamici (energetici) del sistema craniosacrale.
Nella pratica clinica, un grande aiuto, specialmente nei casi più ostici di dolore e blocco dell'ATM, l'ho trovato nei prodotti Takionic, materiali biorisonanti ad alta tecnologia che presentano una coesione molecolare superiore a quella di altri materiali e sono pertanto in grado di mantenere un livello di ordine elevato nei tessuti biologici. L'utilizzo dell'olio per massaggio Takionic abbinato al tessuto Takionic, applicati direttamente sulla parte dolente, riducono notevolmente i tempi di recupero.
Cenni tratti da: Terapia Cranio Sacrale; Oltre la dura madre - Editore Marrapese.


LA MEMORIA DEL TRAUMA
Vi segnalo un’interessante articolo redatto dal Dott. Riccardo Scognamiglio, che ho avuto il piacere di conoscere nel 2002 durante i seminari di formazione in Terapia Cranio Sacrale.
LA MEMORIA DEL TRAUMA
La prospettiva kinesiologica in Psicosomatica

La cinetica è lo studio del movimento. Quando applichiamo l’analisi del movimento al campo delle interazioni corpo-mente, otteniamo la Kinesiologia. Giovanissima disciplina dalle molte sfaccettature interdisciplinari, la Kinesiologia rivela, dietro l’ancora consistente carico di empiria che accompagna i suoi successi clinici, tutto il fascino di quel avventura scientifica che chiamiamo “Psicosomatica”.
Di avventuroso c’è senz’altro il fatto che, quando ci addentriamo nel dominio delle relazioni mente-corpo e, in modo più specifico, della mente che si mostra nel corpo attraverso i dinamismi che controllano i processi di somatizzazione, penetriamo in un mondo di connessioni sorprendenti che non rispondono alle leggi deterministiche della medicina e della psicologia classica. Questo richiede ovviamente nuovi paradigmi, concettuali e prassici.
Cos’è “psico-somatico”?. Nella mia pratica clinica non trovo nulla che non sia giocato nella stretta connessione mente-corpo.
Non esiste disturbo somatico che non abbia riverberazioni di tipo emotivo. Anche un trauma fisico condensa emozioni e riorganizza tutto il nostro bagaglio di esperienze emotive, di credenze e di aspettative. Che si tratti di un trauma piuttosto che di un blocco tossinico, di un’insufficienza organica o di un’aggressione virale, tutti questi eventi possono diventare dei catalizzatori e dei depositi d’informazione, dei riorganizzatori della memoria somatica. Se un evento produce disordine nell’equilibrio omeostatico dell’organismo, tutto tende a riorganizzarsi intorno a quello squilibrio, al fine di inglobarlo in un nuovo ordine riconoscibile dal sistema corpo-mente. Da quel momento in poi non siamo più lo stesso soggetto di prima, poiché dipendiamo da questo nuovo equilibrio. Ne abbiamo un immediato riscontro quando, ad esempio, un incidente traumatico produce un’alterazione posturale: tutto il corpo si adatta al nuovo ordine di equilibri, contraendo certi muscoli e rilassandone altri, causando, per aggiustamenti progressivi, delle torsioni nell’apparato scheletrico a scopo antalgico.
Tutto questo non è senza effetti sulla nostra immagine corporea, ossia sul disegno mentale che abbiamo della nostra forma somatica e del suo possibile utilizzo. Cambiando i confini somatici - i limiti di ciò che chiediamo comunemente al nostro corpo -, non può che alterarsi il nostro modo di relazionarci con le cose che ci circondano e con gli obiettivi che ci prefiggiamo. Credo che l’ambito sportivo fornisca i più lampanti esempi a questo proposito, di come cioè, un trauma modifichi tutto l’assetto non solo strutturale, ma anche mentale dell’atleta.
La “Psicosomatica Integrata” – così ho chiamato la Psicosomatica a “orientamento cinetico” – si occupa proprio di valutare gli effetti di questo circolo vizioso - corpo (trauma)/mente/corpo - che produce ristagno energetico, attivando catene causali che conducono a patologie secondarie spesso irriconoscibili dal punto di vista della connessione col trauma iniziale. Ad esempio: un trauma alla spalla sinistra potrebbe indurre delle conseguenze a livello della regolazione del drenaggio linfatico, in quanto una debolezza del muscolo “piccolo pettorale” è connessa al sistema della linfa. Gli effetti di questa menomazione subclinica, si riscontrano in una diminuzione della capacità di depuraziona tossinica di certi organi e di certi distretti muscolari, che a sua volta può arrivare a produrre un sovraccarico tossinico di un intero sistema, con le relative conseguenze. Il compito di interrompere gli effetti del circolo vizioso di cui sopra, va dunque ben al di là di una risoluzione sintomatica del trauma, per la qual cosa rimangono evidentemente da valutare le risorse medico-riabilitative o fisiatriche. Il fine della Psicosomatica Integrata è di lavorare sulle memorie posturali del trauma, rompendone la fissità e ripristinando il dinamismo autoriabilitativo ad ampio raggio dello stesso sistema somatopsichico.
Con lo stesso criterio, non c’è pensiero o emozione che non si ripercuota sul corpo, dai livelli più superficiali — l’apparato motorio che regola i nostri comportamenti sotto forma di azione — a quelli più profondi di organizzazione dei sistemi e delle funzioni cellulari.
Ogni trauma di tipo strutturale, biochimico o emotivo modifica il terreno psico-biologico costituendo delle linee di rottura nel sistema stesso. Queste linee di rottura danno un nuovo orientamento sia alle funzioni fisiologiche che alle risposte comportamentali del soggetto.

 



 

In tutto questo la Kinesiologia ci fornisce uno strumento specifico di indagine, per entrare direttamente in questa struttura complessa che è il nostro sistema corpo-mente, attraverso il “Test muscolare di precisione”. La kinesiologia sfrutta empiricamente le ricerche della Human Information Processing, la corrente di pensiero della Psicologia cognitiva che negli anni ‘60 ha visto soprattutto con G.A.Miller, E.Galanter e K.H.Pribram i teorici dell’approccio informazionale in Psicologia. Secondo questo orientamento, tutte le attività umane, non solo quelle cognitive, possono essere considerate come l’applicazione di programmi, cioè sequenze di istruzioni. Da qui deriva la concezione della mente come sistema informatico, un computer con il quale è possibile interagire conoscendone i codici. Ebbene, in Kinesiologia il test muscolare è un modo di dialogare col biocomputer, con il sistema di intelligenze non solo della mente, ma anche del soma, accedendovi attraverso i suoi terminali: l’apparato locomotore. Quando un pensiero si deve mutare in azione, poniamo una performance atletica, occorre che l’operatore centrale di comando delle funzioni motorie, abbia tutte le vie d’accesso ai sistemi periferici (muscoli e tendini) libere e disponibili al fluido circolare delle informazioni e che, soprattutto, vi sia una corretta interpretazione neurofisiologica dei segnali di attivazione. Al contempo è necessaria un’altrettanto fluida corrente di ritorno, un feedback, dalla stazione periferica a quella centrale, che permetta al cervello di controllare tutte le variazioni “propriocettive” del corpo in movimento, al fine di adattare le successive azioni motorie al raggiungimento del fine preposto.
Ebbene, proprio l’atleta sa, a proprie spese, come possa giocare a sfavore della propria performance qualunque tipo di stressor, interno o esterno, che sfugga al controllo cosciente. L’efficacia della performance atletica massimale è infatti data dal controllo previsionale di tutte le possibili variabili psicofisiologiche e cinetiche, intervenienti nella prestazione sportiva. È per questa ragione che il training di allenamento prevede una messa a punto di diversi livelli interagenti del sistema corpo-mente, il neuromuscolare, lo psicoemozionale e il nutrizionale, intesi come parti di un tutto. Ed è l’evento traumatico che, rendendo precario l’equilibrio generale di questa costruzione, necessita di nuove riprogrammazioni neuropsicologiche, che tengano conto delle informazioni afferenti dalla lesione al cervello (seppure in via subliminale), che producono deboli, ma nell’insieme significative inibizioni autodifensive del sistema articolatorio. Quello che fa il proprium del modello psicosomatico a “orientamento cinetico” dunque, non è solo l’approccio al trauma come sintomo contingente, ma soprattutto agli effetti primari e secondari della “memoria traumatica”. Una memoria traumatica, comportandosi come un attivatore dello stress fisiologico a segnale ridotto, quale sarebbe per la nostra mente un ricordo traumatico rimosso nell’inconscio, è in grado di produrre un’emorragia energetica del sistema di rendimento massimale, costante nel tempo e praticamente senza soluzione di continuità. Ne sono un indizio, oltre a una generale diminuzione del rendimento atletico che non sempre coincide con il fisiologico decremento temporale dell’efficienza fisica, i traumi ripetuti sullo stesso lato del corpo o sulla stessa articolazione, o addirittura sull’emicorpo controlaterale, secondo simmetrie clinicamente riscontrabili, anche dopo totale remissione clinica – in senso tradizionale e riabilitativo - e restitutio ad integrum.
La memoria, funzionando come messaggio posturale subliminale, cioè al di sotto della coscienza, ha un’influenza diretta sull’area somatoestesica della corteccia cerebrale, in partricolare con quella che in neuropsicologia viene definita “Area Comune Integrativa” (C.I.A.) che regola i processi interpretativi degli input sensoriali in entrata. Se gli schemi interpretativi rimangono così influenzati  dai processi di adattamento somatopsichici alla contingenza traumatica, tanto da comportarsi come se il trauma fosse ancora presente, seppure in forma attenuata, ne deriverà che il segnale efferente dell’informazione all’apparato locomotore risulterà non puro, ma rispondente alla sommatoria fra il nuovo input sensoriale e le informazioni residuali traumatiche. Nella semeiotica cinetica, un segno significativo è dato dai Test di flessibilità articolare che mostrano, in genere, in condizioni post-traumatiche anche a distanza di anni, una riduzione del range di escursione delle articolazioni. L’eclatante cambiamento della funzionalità articolatoria dopo un intervento kinesiologico sulla memoria traumatica, anche in assenza di dolore manifesto, dà ragione dell’idea che il problema fosse aggravato dal carico di informazioni inibitorie afferenti al cervello a partire dalla traccia mnestica, con conseguenti risposte compensatorie dell’organismo a scopo antalgico. Attraverso il “Test muscolare di precisione” kinesiologico, è possibile monitorizzare memorie traumatiche ancora attive nel corpo dopo decenni, osservandone gli effetti di stress incidenti sul tono muscolare. Una localizzazione manuale di una parte lesa è infatti in grado di scaricare, a una semplice pressione, gruppi muscolari molto potenti come il quadricipite femorale, altrimenti in perfette condizioni funzionali.
Un semplice esperimento può rendere meglio l’idea. Prendiamo un quadricipite che non mostri al Test muscolare alcun tipo di deficit funzionale e riproduciamo artificialmente su di esso una condizione traumatica (ad esempio colpendolo). Al Test, a questo punto, il muscolo risulterà scarico per via dell’assorbimento dell’input aggressivo, rivelando una corretta risposta al trauma. Se tuttavia sottoponiamo alla zona inferiore dell’occipite, ossia sotto la sede cerebellare, una lastra di piombo, assisteremo al fenomeno curioso di un’inibizione dei segnali biolettrici afferenti, in grado di neutralizzare l’input. A questo punto il corpo non riconosce più lo stressor e il muscolo tornerà a testare “forte”, come se nulla fosse accaduto. Non appena, tuttavia, togliamo il piombo, il corpo reagirà nuovamente all’input traumatico precendetemente rimosso dal piombo, ripristinando le informazioni nocicettive.
Il piombo si comporta nell’esperimento alla stregua di un meccanismo rimovente di tipo compensatorio, in grado di tamponare momentaneamente il problema, riducendo il passaggio d’informazione. È in un certo qual modo il medesimo meccanismo dei farmaci antidolorifici e di alcuni tipi di psicofarmaco, che sedano grazie all’interruzione dei passaggi d’informazione nervosa.
L’aspetto affascinante dell’intervento kinesiologico sta nella risoluzione eclatante della memoria traumatica, con effetti incisivi su tutta la catena muscolare bloccata e, poiché il Test consente di rivalutare i fattori causali concatenati nonché i riverberi emozionali connessi, avremo modo di apprezzare tutte le strategie compensatorie a livello fisico e psichico che il corpo ha messo in gioco, al fine di assicurarsi il massimo equilibrio omeostatico. Ed è mettendo in luce tutto questo che il corpo si trova paradossalmente di fronte a nuove scelte posturali, comportamentali e affettive.

Riccardo Marco Scognamiglio, psicologo clinico e psicoterapeuta psicoanalista, specialista in Psicologia sociale, esperto in Psicologia clinica, della salute e del benessere, è membro della Society for Psychoterapy Research (SPR). Ha fondato e dirige l’Istituto di Psicosomatica Integrata di Milano, che svolge attività di terapia, ricerca e formazione in collaborazione con gruppi universitari nazionali e internazionali. E’ docente di diverse Scuole Internazionali di Tecniche corporee e professore a contratto nel corso di Laurea specialistica in Psicologia clinica e neuropsicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. 
 www.somatologia.it
Tratto da: Il male in corpo – Edizioni Franco Angeli.
 

MASTERY CONFERENCE 2010
Dall’11 al 14 novembre ho partecipato alla VIII edizione mondiale della Mastery Conference, svoltasi a Riccione. Tale evento è un’occasione unica a cui tutti dovrebbero aderire almeno una volta nella vita. La Mastery Conference nasce dall’ impegno e dal desiderio di una persona unica nel suo genere, Eric Pearl. Il suo intento è di gettare un ponte tra scienza e spiritualità, riunendo in un unico palco tra i più eccellenti esponenti a livello mondiale nel campo della fisica, della biologia, della parafisica, della filosofia, della psicologia, della medicina, della guarigione, del libero pensiero, di estrazione convenzionale e non convenzionale. I relatori, tutti di prim’ordine erano i seguenti: Eric Pearl, Doug De Vito, Lynne McTaggart, JJ e Desiree Hurtak, Dannion e Kathryn Brinkley, Konstantin Korotkov, Raymond Moody, Roy Martina. Altri nomi eccellenti, non presenti a Riccione, che circolano nelle edizioni della Mastery Conference sono Gary Schwartz, William Tiller, Joe Dispenza, Bruce Lipton, Masaru Emoto, solo per citarne alcuni. Vi invito caldamente ad entrare nel web dove potete trovare informazioni dettagliate su ogni conferenziere.
In assoluto il relatore che mi è piaciuto di più e stato il Professor Konstantin Korotkov.
Assistere al suo intervento è stato meraviglioso. Vedere uno scienziato del suo calibro che trasmette così tanto sapere scientifico e così tanta “passione spirituale” è veramente emozionante. Abbracciando il TUTTO semplicemente, fa comprendere che scienza e spiritualità sono la stessa cosa, se siamo disposti ad accettarlo.

Il fisico Konstantin Korotkov è nato in Russia ed è un vero pioniere. I suoi progressi tecnologici stanno fissando nuovi standard per lo studio del campo energetico umano, oltre a generare una nuova comprensione della realtà.
Il team di ricerca di Konstantin Korotkov ha sviluppato una fotocamera che non solo fotografa i campi energetici degli esseri umani e delle piante, ma è anche in grado di controllare l'efficacia dei rimedi medici per casi specifici. Il GDV, o visualizzazione dei gas di scarico, dice Korotkov, "rende le telecamere Kirlian vecchie come una bicicletta paragonata a una Mercedes".
Nel ruolo di professore all’Università di Fisica Tecnica Statale di San Pietroburgo in Russia, Korotkov ha pubblicato oltre 70 lavori su riviste leader di fisica e biologia e detiene 12 brevetti su invenzioni di biofisica. Ha condotto ricerche per oltre 25 anni, combinando il metodo scientifico rigoroso con una curiosità insaziabile su argomenti riguardanti lo spirito e l’anima, con profondo rispetto per la vita. Korotkov è appassionato studioso di filosofia e grande alpinista con 20 anni di esperienza. Ha tenuto lezioni, seminari e sessioni di formazione in 24 paesi, ha presentato documenti e workshop in oltre 40 congressi nazionali ed internazionali.
È autore di cinque libri, tra cui: “Human Energy Field, Study with GDV Bioelectrography” e “Light After Life, A Scientific journey into the spiritual world.”
Korotkov è anche editore associato della rivista Consciousness and Physical Reality (Coscienza e Realtà Fisica) che pubblica articoli in lingua russa e inglese.
Al quinto Congresso dell'Unione Internazionale di Medicina e Bioelettrografia Applicata (IUMAB) a Curitiba, Brasile, Konstantin Korotkov è stato eletto presidente della IUMAB dai ricercatori più importanti del mondo.
La sua tecnica, conosciuta come la “tecnica della visualizzazione dei gas di scarico (GDV)” è un passo avanti rispetto alla fotografia Kirlian per la visualizzazione diretta e in tempo reale dell'aura umana. Questa nuova tecnologia permette di catturare con una telecamera speciale l'energia fisica, emozionale, mentale e spirituale che emana da e verso gli individui, le piante, i liquidi, le polveri, gli oggetti inanimati e permette di tradurre queste informazioni in un modello computerizzato. Permette al ricercatore di individuare la causa degli squilibri che possono influenzare il benessere dell’individuo, più agevolmente rispetto alle classiche metodologie diagnostiche, mostrando la zona del corpo e gli organi coinvolti.
Il suo lavoro è assai vasto ed ha innumerevoli applicazioni nel campo della medicina, della psicologia, della biofisica, della genetica, della scienza forense, dell’agricoltura e dell’ecologia, per citarne solo alcune. La tecnica GDV è accettata dal Ministero Russo della Sanità come tecnologia medica. Più di 300 medici, professionisti e ricercatori traggono vantaggio dall'utilizzo di questa tecnologia in tutto il mondo.

Vi segnalo un’interessante intervista  rilasciata dal Professor Korotkov. Cliccate il
link e buona visione.                                                   


FISICA DELLA RICONNESSIONE
Nel corso del seminario sulla Riconnessione tenutosi a Los Angeles il 13 e 14 Settembre 2008 da Eric Pearl e Dough De Vito, il Prof. Korotkov e la sua equipe hanno condotto una serie di misurazioni e, in particolare, hanno cercato di misurare, attraverso un particolare strumento chiamato "5 th Element" o "Quinto Elemento", le dinamiche temporali di un segnale attraverso diversi sensori e in riferimento a un determinato gruppo di persone.
Questo grazie all'installazione di un'antenna che fungeva da sensore, posizionata all'interno della stanza e collegata, a sua volta, a una speciale camera elettrofotonica (EPC/GDV metodo bioelettrografico). Ai fini dell'esperimento quest'antenna era stata attivata un'ora prima dell'arrivo dei partecipanti al seminario; le misurazioni sono continuate nel corso di tutto il seminario e si sono prolungate per oltre un'ora dopo la sua conclusione. Il trattamento di tutti i dati è avvenuto attraverso l'uso del programma "SciLab GDV".
Fig. 1-2: mostrano i parametri registrati dall'antenna, a intervalli di tempo regolari, nella prima e seconda giornata di seminario; sono qui inoltre segnalati i momenti di maggior interesse.
Fig. 1: dinamiche temporali del "Quinto Elemento" durante il primo giorno di seminario (13 Settembre 2008).
Nel corso della presentazione del seminario (13 Settembre 2008) segnaliamo gli intervalli temporali di maggior interesse:
- ore 19:31. Doug De Vito parla di "Essence Lecture" e introduce i singoli professionisti; aumento considerevole del livello energetico presente nella stanza, variazioni importanti visibili nell'area 2 del grafico 1.
- ore 20:35. L'arrivo di Eric Pearl porta nuovamente ad un aumento dell'intensità che dura fino alla fine della sua presentazione (ore 22:10); nella sezione 6 si noti la curva relativa al livello energetico durante le diverse fasi della presentazione.
- ore 22:10. Pearl riepiloga e sintetizza i dati della giornata, infine comunica i processi pratici che si terranno il giorno seguente. Forti picchi di intensità, si veda sezione 7 figura 1.
In riferimento alla giornata del 13 Settembre i momenti di maggior interesse da segnalare sono:
- ore 15:04-15:43. De Vito mostra i processi pratici di guarigione (sezione 6).
- ore 17:05-18:02. De Vito parla prendendo in considerazione, complessivamente, tutti i processi (sezione 9).
L'area diminuisce nella prima metà della giornata e aumenta nella seconda. Dal grafico 2 si comprende invece, che l'intensità, a differenza, aumenta nel corso di tutta la giornata.
Fig. 2: Variazioni dei parametri del "Quinto Elemento"; seconda giornata di seminario.

DISCUSSIONE:
Esaminando i grafici possiamo comprendere che si registrano picchi di intensità quando i due relatori prendevano parola, attirando così l'attenzione del pubblico. Di fatto, in questi momenti, variazioni di segnale sono state registrate in entrambe le giornate
Dopo una prima presentazione del seminario, l'intensità è cresciuta e, nella maggior parte dei casi, con grandi oscillazioni; si può notare, invece, che nei momenti di intervallo il segnale diminuiva inesorabilmente.
Gli effetti segnalati sono correlati a quelli registrati anche dall'equipe del Dott. W. Tiller, con macchinari che funzionavano però con principi completamente diversi. Da un punto di vista fisico ciò potrebbe essere associato alla formazione di aree di minor entropia nella stanza, dovuto alla maggior attenzione dei partecipanti o, come sostiene il Dott. Tiller:..."associato al graduale aumento di cariche magnetiche negative nell'ambiente nel corso del seminario".
A tal proposito, dovremmo prendere in considerazione la seguente idea del Dott. Tiller:"...come ultima osservazione, se tutti i sub-sistemi dell'esperimento vengono inclusi nell'analisi, questo certamente rafforza l'affermazione che solo le misurazioni dell'esperimento possono essere considerate significative in questa circostanza. Inoltre, l'equipe del Prof. Korotkov ha fatto una serie di misurazioni nella stessa stanza proprio come noi; considerando il nostro e il loro modo di raccogliere le misure, chiunque dovrebbe aspettarsi di ricevere informazioni in qualche modo simile alle nostre".
Al fine di dimostrare o meno questo, avremo bisogno  di ulteriori esperimenti con diverse modalità di Riconnessione.
Comunque, senza considerare spiegazioni fisiche è chiaro che gli effetti del seminario sono forti e soprattutto misurabili; dovremo quindi parlare circa i condizionamenti che gli spazi ambientali sortiscono nelle stanze del seminario. Cambiamenti dei chakra e dei campi energetici nei partecipanti, prima e dopo il seminario, dimostrano gli effetti positivi di questo processo che coinvolgono anche lo stato psico-emozionale delle persone.
Gli step seguenti dell'esperimento richiederebbero ulteriori studi:
1. Correlazione tra gli strumenti simili installati nella stanza dove si teneva il seminario e anche in altre stanze. Questo aiuterebbe nel rispondere al quesito di come lo spazio possa condizionare l'esperimento e l'area di influenza durante il processo di Riconnessione.
2. Comparare i risultati ottenuti con quelli di un gruppo di persone che assistono a un concerto o a un convegno politico.
3. Comprendere come il sesso e l'età possano influenzare i partecipanti.
4. Considerare gli effetti a lungo termine della Riconnessione.
5. L'influenza delle condizioni geografiche.
6. Comprendere come gli effetti dell'esperimento siano collegati all'esperienza e alle altre qualità dei professionisti.
Inoltre, la correlazione dei risultati del Dott. Tiller e del Prof. Korotkov sarebbe particolarmente significativa e aprirebbe nuove prospettive per comprendere altri enigmi della consapevolezza umana.
Tratto da: www.korotkov.org

 

 

 

DAL CORTIVO di Dal Cortivo Luciano
C.F. DLCLCN71B08F443K, P.I: 03268340266, R.E.A.: 354786
Dalcortivo.eu 2012
Credits